domenica 23 marzo 2008

Revival '07 - Part 2


Ci siamo...fine 2007...Ciò che può essere documentato...Voilà!


S. Stefano a casa della Vale, in montagna! Peccato non poter (ancora) sciare...Cmq un bel giorno e mezzo di relax.

Grande evento in quel di Castelfranco per la chiusura del centro culturale Buenaventura...Ospiti il mitico Vinicio, Paolini, Tolo Marton e molti altri

Che tipi?! Bellissimi giorni in quel di Assisi in un autunno incantevole. A presto ragazzi! I migliori cmq. Gli unici al bar! ;-)


Veduta di Assisi...


Utile e dilettevole. Lavoro e sport. Mangia e bevi, ma soprattutto bevi. Ombralonga 2007. I'm still alive!


Bruumm bruummm



Brasile-Italia: A/R. Gli amici di Asti a Venezia...



...e noi a Pordenone per portare qualcosa nelle nuove generazioni, a scuola.

mercoledì 19 marzo 2008

Che vita...

La vita dovrebbe essere vissuta al contrario.

Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete
tracchete il trauma è bello che superato.

Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai
migliorando giorno dopo giorno.

Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare
in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio. Col passare
del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe
scompaiono.

Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro.
Lavori quarant’anni finchè non sei così giovane da sfruttare
adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa.

Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari
per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi con gli amici,
senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finchè non sei bebè.

Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che
ormai dovresti conoscere molto bene. Gli ultimi nove mesi te li
passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con
room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i
coglioni.
E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo.

Woody Allen

sabato 1 marzo 2008

Revival '07 - Pausa...

Qualche immagine da un periodo molto particolare, un viaggio molto particolare...Arrivano momenti in cui è necessario fare qualcosa di diverso.



La solarità e il gioco


Le strade e le case in periferia certo non sono le nostre


Che squadra! Dopo le partite a pallone!!! Quanti erano i bambini......


.....e se cominciavano a saltarti in braccio...


Ci sarà anche il futuro Kakà?


Tutti a casa per oggi.


La visita agli indios che vivono lungo un "Rio". Che pace e che bello farsi il bagno nel fiume!!!


La piccola prigione...in 8 per stanza. Ci vorrebbe qualcuno dei nostri qui...

Into the wild

Questo è il film per eccellenza, una storia vera raccontata dalla grande visione di Sean Penn. Grande fotografia, grande colonna sonora (Eddie Vedder per la cronaca) e ogni parola, ogni frase al posto giusto, al momento giusto e con cariche di grande significato.


Into the wild è la libera trasposizione del libro di Jon Krakauer "Nelle terre estreme" diventato un classico della sottocultura urbana. Dalla lettura del libro, Sean Penn ha dovuto aspettare ben dieci anni prima di ottenere i diritti. Questa incredibile pazienza testimonia una testarda sensibilità che è unica nel panorama cinematografico di oggi.
Sono due gli elementi che hanno guidato Penn nel doppio binario della regia e della sceneggiatura. Il tema della fuga ma soprattutto quello dell'inseguimento di un qualcosa che faciliti la conoscenza di sé.
Pura celebrazione della libertà e della ricerca della libertà, la pellicola racconta la vera storia di Christopher McCandless, un giovane benestante che rinuncia a tutte le sue sicurezze materiali per immergersi all'interno della natura selvaggia. Il forte trasformismo di Emile Hirsh facilita per lo spettatore un'istantanea immedesimazione in una figura tormentata che non viene dipinta né come giovane avventuriero né come idealista ingenuo. La maestria con cui Penn miscela tematiche così diverse e complesse è unica. Il fascino della selvatichezza dell'ambiente, le difficoltà dei legami di sangue, l'individualismo contro il bisogno di amore e le contraddizioni dell'idealismo nelle sue spinte critiche ma anche arroganti.
Il film ha una valenza politica nonostante questo non sia l'intento di base. Alle volte, si trasforma in un vero e proprio atto di fede il cui credo fugge da tutto ciò che è religioso in senso stretto per trovare sfogo in una dimensione che è solo e unicamente personale. Tutti le persone che Chris incontrerà lungo il suo peregrinare oltre a colmare un vuoto familiare, fonte di profonde sofferenze, amplificano l'idea di un percorso a stadi funzionale a liberarsi da qualsiasi dipendenza da ogni tipo di comfort e privilegio. L'acquisizione della saggezza avviene quasi per osmosi attaverso la spontaneità e la profondità degli incontri fatti.
Ancora più maturo e disinvolto nel lavoro registico, Penn gioca di forti contrasti nell'alternare gli ampi spazi dei diversi paesaggi mostrati al costante senso di vuoto del ragazzo che risulta essere una pura estensione dell'enormità della natura.

Il film racconta la storia vera di Christopher McCandless, un giovane benestante che, subito dopo la laurea, ottenuta nel 1990, abbandona amici e famiglia per sfuggire ad una società falsa e ipocrita in cui non riesce più a vivere. La sua inquietudine, in parte dovuta al pessimo rapporto con la famiglia, lo porta a viaggiare per due anni negli Stati Uniti e nel Messico del nord, con lo pseudonimo Alexander Supertramp. Durante il suo lungo viaggio verso l'Alaska, incontrerà sulla sua strada diverse persone, una coppia hippie, una giovane cantautrice ed un anziano veterano, a cui cambierà la vita e che lo formeranno per affrontare le immense terre dell'Alaska. Qui trova la natura selvaggia ed incontaminata che, col passare del tempo, gli fa comprendere che la felicità non è nelle cose materiali che circondano l'uomo o nelle esperienze in sè e per sè intese come eventi indipendenti e fini a se stessi, ma nella piena condivisione e nell'incontro incondizionato con l'altro. A conferma di questo Christopher, poco tempo prima di morire, scriverà su uno dei libri che era solito leggere "Happiness is real only when shared": la felicità è reale solo se condivisa. Morirà in Alaska nel 1992, ma le cause sono incerte (forse per inedia o per il freddo). Nel suo cuore, prima di morire, riuscirà a perdonare i suoi genitori.

"Se vuoi qualcosa nella vita, datti da fare e prendila!"