martedì 16 settembre 2008

Il cielo visto da qua giù


La prima foto da picasa...


mercoledì 27 agosto 2008

Mai vista da qui?

Era la notte del Redentore a Venezia...
Dopo una nottata in spiaggia al Lido, attorno al falò a contemplare un mare quasi fermo che sembrava farsi baciare da una luna di una luminosità unica, Venezia la si può vedere da prospettive mai viste prima.


Intanto che la gente si accalcava sui ponti per vedere i fuochi.
Intanto che si cerca la legna.
Intanto che si prepara il cibo.
Intanto che il sole tramonta.
Intanto che la luna sale.
Intanto che il giorno muore.
Intanto che la notte nasce.
Intanto che il fuoco scalda.
Intanto che la musica si spegne.
Intanto che i fuochi, in lontananza, salgono nel cielo.
Intanto che si sentono i rave party alzare il volume.
Intanto che qualcuno muore...
Intanto che in spiaggia si fanno incontri strani.
Intanto che qualcuno che nemmeno si conosce si autoinvita e si ferma a mangiare con noi.
Intanto che qualcuno si fa il bagno.
Intanto che la birra è finita...
Intanto che le chiacchere finiscono e si stà attorno al fuoco...in silenzio.
Intanto che per una volta si sperimenta la vera PACE con se stessi e il mondo.

E nella nottata, a parte chi è rimasto in tenda in spiaggia, siamo tornati ospiti di Venezia. La domenica ancora partenza per la spiaggia del Lido con un bel caldo!

Le sorgenti di...

Un pò di scenari di casa nostra (le sorgenti del Sile), prima di andare a finire nelle sperdute, desolate e desolanti pianure russe...

Questi alberi sembrano delineare una strada precisa verso qualcosa che non si sa, verso qualcosa da capire, verso qualcosa di più. Ma vale la pena arrivare subito o è meglio fare un pò di zig zag tra gli alberi? Senza sapere se si troverà qualcosa di interessante, o se sarà una perdita di tempo. O magari una strada più veloce, o le sabbie mobili.
Quanto è invitante la strada più facile e visibile, quanto stimolante il conoscere.
Eterno dilemma tra la strada facile e la difficile, tra il tempo che se ne va e quello che ci si prende. O si perde...



Non importa forse la strada, dipende dallo spirito con cui ci si va.
Si può andare piano, per poter osservare meglio, per riposarsi quando le forze non permettono di apprezzare. Si può andare possibilmente rotolando come queste palle di fieno, senza però seguire la massa, i pregiudizi della gente.
Liberi dalla nostra storia, con le orecchie volte ad ascoltare anche ciò che non vogliamo sentirci dire.
Liberi per poter interpretare tutto volti alla crescita di se stessi.
Liberi per poter capire chi ci può dare di più.
Liberi per poter capire ciò di cui siamo schiavi.
Liberi per dirigere un giorno le forze...tutte...verso una sola cosa o una sola persona...

venerdì 1 agosto 2008

Quando il "Fango" è positivo

Tra tutti gli spunti positivi di quest'album sceglierei il più classico. Ci vuole prima delle vacanze un'iniezione di ottimismo.
E a settembre magari ci si vede, faccia a faccia...piantata nel "fango".

Fango
(Lorenzo Jovanotti Cherubini)
Io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
sotto un cielo di stelle e di satelliti
tra i colpevoli le vittime e i superstiti
un cane abbaia alla luna
un uomo guarda la sua mano
sembra quella di suo padre
quando da bambino
lo prendeva come niente e lo sollevava su
era bello il panorama visto dall'alto
si gettava sulle cose prima del pensiero
la sua mano era piccina ma afferrava il mondo intero
ora la città è un film straniero senza sottotitoli
le scale da salire sono scivoli, scivoli, scivoli
il ghiaccio sulle cose
la tele dice che le strade son pericolose
ma l'unico pericolo che sento veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
il profumo dei fiori l'odore della città
il suono dei motorini il sapore della pizza
le lacrime di una mamma le idee di uno studente
gli incroci possibili in una piazza
di stare con le antenne alzate verso il cielo
io lo so che non sono solo
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
la città un film straniero senza sottotitoli
una pentola che cuoce pezzi di dialoghi
come stai quanto costa che ore sono
che succede che si dice chi ci crede
e allora ci si vede
ci si sente soli dalla parte del bersaglio
e diventi un appestato quando fai uno sbaglio
un cartello di sei metri dice tutto è intorno a te
ma ti guardi intorno e invece non c'è niente
un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che
hanno ancora il coraggio di innamorarsi
e una musica che pompa sangue nelle vene
e che fa venire voglia di svegliarsi e di alzarsi
smettere di lamentarsi
che l'unico pericolo che senti veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
di non riuscire più a sentire niente
il battito di un cuore dentro al petto
la passione che fa crescere un progetto
l'appetito la sete l'evoluzione in atto
l'energia che si scatena in un contatto
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che nn sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
e mi fondo con il cielo e con il fango
e mi fondo con il cielo e con il fango

giovedì 31 luglio 2008

Un pò classic con un pizzico di pazzia - Giovanni Allevi

Effettivamente mi ha proprio stupito questa volta...L'ultimo album è straodinario. E le emozioni che ha suscitato quella sera non dipendono solo dalla suggestiva location scelta: Villa Contarini a Piazzola sul Brenta.

Le musiche di Allevi solo piano sono molto molto belle ma l'integrazione dell'orchestra dei Virtuosi ha dato un tocco di maestosità al nuovo album.
Ciò che cercavo dopo che, in una fresca serata di fine primavera, mi si sono presentati davanti gli Ashram, che mi hanno fatto rivalutare Allevi, certamente in un periodo fortunato della sua carriera. Quando non ne sbaglia una...
Preferisco decisamente qualche strumento in più oltre l'adorato pianoforte. I violini magari. Detto, fatto! Allevi ha decisamente fatto di più in Evolution (questo il nome dell'ultimo album) introducendo archi, fiati e qualche percussione.
In questo senso ora rivaluto gli Ashram, consapevole che loro sono in tre, non hanno certamente un'orchestra intera al seguito e non fanno i musicisti per professione, ma per passione. Come mi hanno rivelato.
Vedremo, da ambo le parti, le prossime opere.

sabato 26 luglio 2008

A Chioggia anche per il pesce

Incontro "russo" in quel di Chioggia anche in occasione dellasagra del pesce.

Questa è un pò inquietante ma poi è carina Chioggia, il mare con le onde di Pellestrina...




Venice all seasons

E orami si cominciano a scoprire gli angoli più nascosti.
Curioso essere così spesso nella città degli innamorati senza esserlo...

Ops...forse l'ho messa rovescia...

No...neanche così

Ecco, qui c'è un bar o ristorante che apre alle 5.30! Da scoprire assolutamente questo "sottoscala" perchè ci si arriva per caso e...

...questa è la vista dalla fine della piazzetta

Calma piatta a Venezia

Un classico...

...una creatura da non crederci!!! E' vero e dormiva in vetrina!!!

...e quei vestitini...

mercoledì 25 giugno 2008

33° canto del Paradiso

Padova, 23 giugno 2008

Prato della Valle, serata di caldo afoso. Migliaia di persone in una delle piazze più grandi d'Europa.
In questo clima si è svolta una serata all'insegna di una parte di storia e cultura del nostro paese. Raccontata con leggerezza ma sostanza.
Devo dire che dal vivo è tutt'altra cosa che in televisione. Lo si segue decisamente meglio e le emozioni che riesce a trasmettere sono nettamente superiori alle radiazioni trasmesse dal tubo catodico. Anche se il canto non era inedito.
E le corse per arrivare a Padova e due ore in piedi sono valse la pena.
Non è naturalmente mancata un'introduzione sulla nostra "bella" politica, ma come dice lui "si fa per scherzare!"
Dell'Amore, del libero arbitrio, di Dio, della vita fatta di scelte, del cuore e dell'anima adulte...

Il canto trentatreesimo del Paradiso di Dante Alighieri si svolge nell'Empireo, la sede di tutti i beati; siamo a mezzanotte del 14 aprile 1300, o secondo altri commentatori del 31 marzo 1300.
Si tratta dell'ultimo canto del Paradiso e quindi dell'intero poema, che si chiude, dopo una preghiera alla Vergine, con la visione di Dio, della Trinità e dell'Incarnazione.
Link:
Il canto

Questo secondo me il momento più intenso anche se un pò cambiato rispetto allo spettacolo di Padova:

Nel suo profondo vidi che s’interna,
legato con amore in un volume,
ciò che per l’universo si squaderna

Lì dentro, in quel punto, c’era tutto ciò che esiste nell’universo.

sustanze e accidenti e lor costume
quasi conflati insieme, per tal modo
che ciò ch’i’ dico è un semplice lume.

Queste due terzine sembra passino così. Dentro Dante, legato con amore in un volume, in quel punto, dove sta Dio, cosa vede? C’è un altro grande scrittore, l’argentino Borges - che ha scritto l’Aleph - che ne ha parlato. C’è un punto che è quello di Dio da dove si vede tutto sempre.
Lì dentro, in quel momento eterno in cui Dante ha guardato dentro la luce di Dio, ha visto l’eternità da sempre in tutto: sustanze e accidenti. Ha visto l’infanzia di tutti noi, i cieli di tutti noi, gli amori che non sono andati a termine, quelli appena sbocciati, ha visto ognuna delle nostre vite, ci ha visto qui stasera che parlavamo di lui, ha visto Giulio Cesare a cavallo. Era il cavallo di Cesare, ha visto lo zoccolo del cavallo di Cesare, la terra dove lo zoccolo del cavallo di Cesare batteva, l’erba calpestata... era l’erba! Lui era l’erba sotto lo zoccolo del cavallo di Cesare, ha sentito il tonfo di una castagna che cade in ottobre, ha visto tutto il coraggio non giunto a compimento, ha visto fiori che sono cresciuti in luoghi dove nessuno ha mai posto gli occhi o le mani. Ha visto dei meli che sono cresciuti in silenzio per anni, in silenzio, senza dire niente a nessuno per l’eternità, per tutti gli anni che dovevano crescere. Ha visto gli occhi di una tigre, ha visto ogni foglia di ogni albero, è stato quella foglia di ogni albero. Ha visto una volpe che azzanna un coniglio, era i denti della volpe, era il sangue del coniglio, era i globuli del sangue di quel coniglio. Era dentro a ogni insetto del mondo, ha visto la vita di ogni insetto del mondo e ha visto anche perché sono nati e perché dovevano esserci tutti gli insetti del mondo e tutti i tipi di vita del mondo. Ha sentito tutti i profumi dell’esistenza e dell’universo, ha visto qualsiasi luce, è stato quella luce, è stato quel profumo, è stato tutte quelle cose insieme: in quel momento.
Questo dicono questi versi, è un attimo eterno, incommensurabile.

Link: trascrizione del canto dallo spettacolo di Benigni

Vodka

Beh, oltre a questa ora sò qualche altra parola.
Ecco alcune tra le mie prime parole in russo!







martedì 24 giugno 2008

Storiella

Una ragazza stava aspettando il suo volo in una sala d'attesa di un grande aeroporto. Siccome avrebbe dovuto aspettare per molto tempo,decise di comprare un libro per ammazzare il tempo. Compro' anche un pacchetto di biscotti.
Si sedette nella sala VIP per stare piu tranquilla. Accanto a lei c'era la sedia con i biscotti e dall'altro lato un signore che stava leggendo il giornale. Quando lei comincio' a prendere il primo biscotto, anche l'uomo ne prese uno, lei si senti' indignata ma non disse nulla e continuo' a leggere il suo libro. Tra se' penso' 'ma tu guarda se solo avessi un po piu' di coraggio gli avrei gia' dato un pugno...'
Cosi' ogni volta che lei prendeva un biscotto, l'uomo accanto a lei, senza fare un minimo cenno ne prendeva uno anche lui. Continuarono fino a che non rimase solo un biscotto e la donna pensò 'ah, adesso voglio proprio vedere cosa mi dice quando saranno finiti tutti!!'
L'uomo prese l'ultimo biscotto e lo divise a meta'! 'Ah!, questo e' troppo' penso' e comincio a sbuffare indignata, si prese le sue cose, il libro, la sua borsa e si incammino' verso l'uscita della sala d'attesa. Quando si senti' un po' meglio e la rabbia era passata, si sedette in una sedia lungo il corridoio per non attirare troppo l'attenzione ed evitare altri dispiaceri. Chiuse il libro e apri' la borsa per infilarlo dentro quando................. nell'aprire la borsa vide che il pacchetto di biscotti era ancora tutto intero nel suo interno.
Senti' tanta vergogna e capi' solo allora che il pacchetto di biscotti uguale al suo era di quell' uomo seduto accanto a lei che pero' aveva diviso i suoi biscotti con lei senza sentirsi indignato, nervoso o superiore, al contrario di lei che aveva sbuffato e addirittura si sentiva ferita nell'orgoglio.
Quante volte nella nostra vita mangeremo o avremo mangiato i biscotti di un altro senza saperlo? Prima di arrivare ad una conclusione affrettata e prima di pensare male delle persone, GUARDA attentamente le cose, molto spesso non sono come sembrano!!!!
Esistono 5 cose nella vita che non si RECUPERANO:
* Una pietra dopo averla lanciata
* Una parola dopo averla detta
* Un'opportunita' dopo averla persa
* Il tempo dopo esser passato
* L'amore per chi non lotta
Qualcuno una volta ha detto:
Lavora come se non avessi bisogno dei soldi.
Ama come se nessuno ti abbia mai fatto soffrire.
Balla come se nessuno ti stesse guardando.
Canta come se nessuno ti stesse sentendo.
Vivi come se il Paradiso fosse sulla Terra.
era MADRE TERESA

martedì 17 giugno 2008

Ashram (part 1) - La musica

Straodinaria scoperta in quel di Castelfranco. Sono passati al golf club gli Ashram, gruppo napoletano di rara intensità musicale. L'evento è stato organizzato dalla Fondazione Berro che da un pò ho scoperto. La fondazione mira ad oraganizzare eventi di arte e cultura nelle nostre zone, cosa non sempre facile a farsi vista la mentalità diffusa e certe amministrazioni comunali che tendono a soffocare le idee, gli interessi e le iniziative dei giovani della marca. Una per tutte la chiusura del Buenaventura.
Questi i riferimenti:
http://http://www.ashramusic.com/
http://www.myspace.com/ashramita

Alcuni brani possono essere ascoltati cliccando qui:
*** *** ***
Dato che il gruppo è semisconosciuto in Italia e loro lo fanno per passione, sciopriamo almeno cosa vuol dire il loro nome:

Ashram nell'antica India era un romitaggio dove i saggi (rishi) vivevano in pace in mezzo alla natura. I residenti vi eseguivano varie forme di pratiche spirituali, di meditazione e di yoga; in alcuni venivano altresì eseguiti sacrifici (Yajna), austerità e penitenze. Molti ashram servivano pure da scuole residenziali per i bambini. La parola ashram deriva dal sanscrito asshraya, che significa protezione.
Oggi il termine viene usato come riferimento a una comunità formata primariamente per l'innalzamento spirituale dei suoi membri, spesso guidati da un mistico o da un capo religioso.

Questa la presentazione nel sito della fondazione Berro

“Magniloquente e dai tocchi classici, malinconica e minacciosa nel contempo. Dark Neoclassico con Piano, Violino e Voce creano una musica tenue, tristissima, lenta, dolcissima.
Un tono da giudizio universale percorre i brani, collocandoli davvero al confine tra fascino austero e manierismo d’altri tempi. Gli Ashram sono una formazione nata nel Maggio ‘98 da Sergio Panarella (voce) e Luigi Rubino (piano), che compongono il primo brano registrandolo assieme al prezioso ricamo di Edo Notarloberti (violino)”.Continua, dopo Edoardo Zosi e Maria Clementi, la ricerca e la promozione, da parte della Fondazione, di talenti musicali nazionali non molto conosciuti ma degni di essere ascoltati per tutto ciò che trasmettono!
La Fondazione Berro, in collaborazione con ZOOGAMI e con il Golf Club “Ca’ Amata” di Castelfranco Veneto, presenta una band formata da tre ragazzi che vengono chiamati a suonare in tutto il mondo: gli Ashram!
La band napoletana ha da poco pubblicato il full-lenght intitolato “Shining Silver skies”.
Fin dalle prime note del cd, si può notare che in questo lavoro di metal ci sia ben poco; la band in questione è infatti un trio formato da Luigi Rubino (pianoforte), Sergio Panarella (voce) e Alfredo Notarloberti (violino).Il sound proposto dalla band è un ambient molto affascinante e coinvolgente che lascia ampio spazio all’immaginazione dell’ascoltatore. Brani come “Steps…” e “Sweet autumn (part II)” sono una vera e propria trasposizione moderna della cultura neo-classica tradotta in note.
La voce suadente di Sergio si amalgama perfettamente con il suono del violino che riesce sempre ad essere molto dolce. “Lullaby” è invece una vera e propria ninna-nanna come giustamente dice il titolo; è praticamente impossibile ascoltare questo brano senza provare una sensazione di infinita dolcezza immaginando un padre che canta al figlio per farlo addormentare. Tutto il cd scivola veloce e piacevole attraverso brani molto emozionanti che riescono ad essere sempre originali. Tutto, o quasi, ruota attorno alle note generate dai tasti suonati dalle dita di Luigi che, come un bravo direttore d’orchestra, riesce a dirigere il violino e la voce in maniera da affascinare l’ascoltatore provocandogli un turbinio di emozioni.
L’ambientazione creata dagli Ashram è sempre impeccabile e particolarmente rivolta agli amanti del romanticismo e dell’ambient più dolce senza però mai cadere in banalità o “smancerie”.
Questo “Shining Silver skies” è senza dubbio uno dei migliori lavori che si sia mai sentito in questo genere; il platter, ricco di suoni suadenti e piacevoli riesce a far rilassare e riflettere al tempo stesso grazie soprattutto ad un’azzeccatissima ricerca dei suoni.
Sabato 14 giugno, presso il Golf Club “Ca’ Amata” di Castelfranco Veneto, alle ore 20.45, una serata vivamente consigliata e dedicata a coloro che amano le atmosfere romantiche e cupe al tempo stesso e a quelli che vogliono sognare ascoltando note eteree sprigionate da strumenti che riescono ad essere magici. Gli Ashram presenteranno una versione inedita ed improvvisata del loro ultimo disco.
Una musica malinconica, triste, cupa e classicheggiante che si crea un proprio spazio all’interno di una certa scena, che si staglia gloriosa senza essere debitrice nei confronti di nessuno e dimostrando come si possa fare una certa musica in stile “nemo profeta in patria” e senza assomigliare per forza a gruppi già esistenti.
L’invito è aperto a tutti e la serata è dedicata a tutti, ore 20.45, al tramonto in un parco stupendo, con le candele accese, un buon bicchiere di birra o di vino insieme a della gustosa porchetta…"

Ashram (part 2) - La serata

CRONACA DELLA SERATA:

Arrivo ore 9 a concerto appena iniziato. Già il posto prometteva bene, con grandi distese d'erba dall'aspetto quasi finto e infinito.
Il concerto doveva tenersi all'aperto, ma le cattive condizioni metereologiche hanno costretto i musicisti sotto la barchessa della villa.
All'entrata, neanche il tempo di dare l'offerta, e subito ci troviamo in mano due bicchieri di prosecco, offerti dagli organizzatori. Stiamo un pò in piedi ad ascoltare e, il tempo di portar via i bicchieri, che ce ne volevano dare degli altri! Dicendoci: "Ce n'è quanto volete". A noi!
Nessun posto libero sotto il portico. Ci mettiamo fuori su un tavolino. La musica mi aveva già preso ed impressionato alle prime note. Perciò non era il momento per bere troppo, ma quello giusto per finire di sorseggiare il prosecco. Poi i miei due strumenti preferiti messi assieme...Violino e pianoforte, voce e chitarra.
Nella location questi suoni e il modo di cantare soave ma importante faceva sembrare il tutto quasi un altro mondo. I virtuosismi del violinista prendevano dentro, e la dolce e alle volte complessa dolcezza del piano mitigava lo stridore del violino. Due i momenti incredibili: la canzone di solo violino...Sembrava suonassero in tre!!! E poi come lo pizzicava!!! Secondo momento quando il violinista ha presentato il pianista al piano, il cantante...al piano, e lui stesso...al piano. E da lì il delirio con 6 mani sullo stesso pianoforte!!!Nel frattempo a farmi sentire ancora più strano in quella serata arrivano al tavolo due piatti di porchetta calda...Per il pane ci siamo dovuti alzare...Accidenti :-)Cinque minuti dopo un altro piatto colmo. Ci siamo gurdati esterefatti...Finito il concerto: birrette, offerte dall'organizzazione. Una bottiglia, due...E ancora un pò di porchetta calda.

Da non credere cosa può succedere fuori delle porte di casa, grazie alla passione per l'arte, la musica e la cultura di certe persone. Nonchè alla voglia di stare insieme per assistere a qualcosa di diverso e poi fare un paio di chiacchere.Mai mi sarei aspettato di poter anche incontrare i musicisti.
Nella barchessa era rimasto solo il violinista a parlare con una ragazza, mentre gli altri stavano mangiando qualcosa dentro assieme agli organizzatori. Appena finito di parlare gli chiediamo se ci potesse dare un cd e lui ci risponde con perfetto accento napoletano: "Aspè, ti mando un emissario" :-)Esce quindi il cantante con una ragazza (la sua?) e dei cd. Insomma ci presentiamo e dopo che ci ha spiegato i cd ci troviamo a discutere del più e del meno. Del fatto che per loro è una passione, e che lo fanno con tale spirito, non quindi come una professione. Questo perchè?!?!?! Perchè siamo in Italia. Tanto che la loro casa produttrice è estera e sono riconosicuti soprattutto altrove.


Ma io ora mi domando: perchè a luglio dovrò spendere 40 euro per andare a vedere Giovanni Allevi e loro non hanno di queste opportunità. Io immagino che il genio di Allevi sia in un momento fortunato, gli sia stata fatta la giusta pubblicità, gli siano stati dati i giusti contatti...ma perchè...gli Ashram no...Inoltre allevi all'età di oltre 40 anni ha fatto la gavetta in tutto il mondo arrivando solo dopo in Italia. Quindi sicuramente grande merito.

Non ne capisco molto di questo genere di musica, anche se si potrebbe obiettare che Allevi e gli Ashram, facciamo generi un pò diversi, ma le emozioni che gli Ashram hanno saputo trasmettere quella sera potrei quasi dire essere superiori a quelle che mi trasmette Allevi. Anche se lui ancora non l'ho ascoltato dal vivo. Vedremo a luglio...
Insomma dopo questa piacevole chiaccherata si poteva pure tornare alla solita Castelfranco & C. arricchiti da un momento alternativo in più. Nonchè da un cd, della porchetta e delle birrette! :-)

sabato 14 giugno 2008

LA cena di e per eccellenza


E per la seconda volta in una settimana dalle parti di Verona. Questa volta prima al lago e poi in città.
Sabato all'insegna del "lavoro" per dare una mano per la cena di beneficenza pro Bolivia-Brasile. La sera ero un pò cotto anche io, oltre il pesce.
Appuntamento che si protrae da 4 anni e che quest'anno ha visto la partecipazione di oltre 150 persone. Previsioni 2009: 200 persone!!!
Cena a base di pesce, quindi un paio di bravi cuochi e tante persone che aiutano nelle altre faccende, dal cibo, ai tavoli, alle pulizie etc.
La pioggia ha un pò cambiato la location, che si è spostata dal giardino della villa di Albarè, ad una sorta di antico ricovero atrezzi composto di 3 navate e dalle pareti in pietra. Molto molto suggestivo.

La giornata è iniziata a pranzo con i ragazzi della comunità, anche loro ospiti la sera alla cena. Poi qualcuno è andato a giocare a pallone con i ragazzi della comunità, momento importante di aggregazione, altri hanno cominciato con i primi lavori per la cena. E qualcuno di questi ha dovuto perfino fare l'elettricista per qualche problema elettrico. Insomma chi per una cosa chi per l'altra, alla fine tutto bene.
La cena è andata veramente molto bene, i fondi raccolti sono stati moltissimi ma la cosa più bella è stata l'atmosfera. Incredibile come dopo mezzanotte chi ha lavorato tutto il giorno per il fuoco, il pesce, la cucina avesse ancora voglia di scherzare.

La psicologia dice che:

"Un pregiudizio è generalmente basato su una predilezione immotivata per un particolare punto di vista. Un tale pregiudizio può ad esempio condurre ad accettare o rifiutare la verità di una dichiarazione non in base alla forza degli argomenti a supporto della dichiarazione stessa, ma in base alla corrispondenza alle proprie idee preconcette. Senza quindi alcuna riflessione."

oppure

"In psicologia si intende per pregiudizio l’opinione preconcetta concepita non per conoscenza diretta di un fatto, di una persona o di un gruppo sociale, quanto piuttosto in base alle opinioni comuni o alle voci. G.W. Allport sostiene che un concetto errato (che è sempre possibile) si trasforma in pregiudizio quanto rimane irreversibile anche di fronte a nuovi dati conoscitivi."


Le persone che hanno preparato la cena e che hanno mangiato con noi sicuramente dal punto di vista umano escono da questi schemi. Quante volta per colpa di pregiudizi o per crederci superiori a qualcosa o per accontentare qualcuno o qualcosa perdiamo ciò che è l'essenza della vita. Ciò che può permettere alle persone di crescere e andare avanti, senza questa sorta di concetti per noi "assoluti". Quando ci si lega alle parole, alle esperienze adolescenziali per limitarci da adulti. Sono i pregiudiuzi sulla e della persona. Ciò che ci fa accontentare e restare al palo, ci limita in ciò di cui possiamo fare esperienza.

E invece cosa può fare la liberazione di questi macigni, chi a mangiare, chi a cucinare, chi ad aiutare, ma tutti con la totale serenità per quello che era lo scopo della serata. Tutti in gioco al 100%. Così poi viene naturale ridere e scherzare dopo una intensa giornata, perchè ciò che è stato fatto è stato fatto con il cuore.
E solo così va tutto bene.


Questa è stata la sala da pranzo, opportunamente rimessa a nuovo e decorata.

Il giorno dopo la cena relax al Lago di Garda, località Bardolino. Penso sia molto bello andare in barca. Fa figo e fa sentire importanti (lo dice anche Lucignolo bellavita :-D ), ma il contatto con l'erba è unico.


vista del lungo lago di Bardolino


A Bardolino ancora non l'hanno fatta l'arena...Perciò al ritorno un buon paio di ore a Verona sono state perfette. Con gli spettacolini in piazza e la storia nell'aria.

E se quella volta si fosse buttata?

Tutti al mare a...

Week-end itinerante in Croazia! Dopo numerose idee e ripensamenti ecco l'isola di Krk. Per un sabato e domenica si può fare, partendo presto e tornare godendosi il tramonto dalle parti di Trieste.
Un impegno per il 2 giugno a Vr ha limitato a due i giorni di permanenza, ma ne è valsa la pena. Buon cibo (pesce, pesce e ancora pesce), clima temperato e secco, acqua ristoratrice e i primi bagni della stagione sono cosa fatta!
Fantastica l'dea di cambiare spiaggia, da Krk a Baska per le due giornate, così da girare un pò per vedere la natura selvaggia di quest'isoletta. E poi relax...

Il relax è stato t o t a l e. Penso che la spiaggia abbia ancora la nostra forma, più quella del dentice.
Spiaggia, acqua, spiaggia, acqua, birrette, spiaggia, acqua. Questo è quanto.

Serata nei vari localini, quello ricavato dai resti romani era molto suggestivo. Poi quello alla moda sul lungo mare con un fortissimo sassofonista che suonava sopra le basi "da discoteca". Spumeggiante. Infine la discoteca. Anche questa molto caratteristica ma musica decisamente pessima...

L'inizio del porticciolo di Baska... (che stile questa foto!)

...e la sua lunga spiaggia. Che occhiale ho trovato per il momento eh!? Acqua bellissima, e che tuffi dalla piattaforma!!!

Nella piccola "capitale": Krk.

E le sue spiaggette con il mare verde azzurro...Ottimi il clima secco e i 25 gradi...

Veduta di Krk

Krk è un'isola alquanto selvaggia e, per la stagione, ancora fuori dal turisomo di massa, anche se gli italiani...

Eccolo: 1.7 Kg di dentice. L'impresa è stata ardua ma ne valeva la pena. Se non è buono e fresco qui il pesce...

martedì 27 maggio 2008

Vacanze Romane (e un pò abruzzesi)

Ponte itinerante per i primi di maggio!!! Castelfranco Veneto - Roma - Chieti - Castelfranco Veneto.

Roma, una città straordinaria, sempre sorprendente, viva! Vacanza (con) Serena :-)

Mi mancava la zona di Trastevere...??? E Trastevere fù! !! Di giorno, di notte, per l'aperitivo. Insomma in questi giorni Roma è stata uguale a Trastevere.
Un paesino nella città, con la sua apparente tranquillità giornaliera e la pazza vita notturna.

I classici non mancano mai...Piazza Navona...

...e il maestoso Pantheon.

Chissà per chi sarà stata questa rosa...Per queste dolci creature dall'aspetto un pò spaventoso, o per qualche bella creatura dall'animo terribile?

Naturalmente Trastevere

Per concludere un'altra visita dall'altra parte dell'appennino. Che per me è centro Italia, per qualcun altro sud...Vabbè. Tutto il mondo è paese si dice.

Ma dov'è finita la foto del mare!!! Uffa...

Guardiagrele, grazioso borgo a ridosso dellle montagne

Ti dò un "Cansiglio" (o quasi)

Una bella passeggiata...




E mai dare "Cansigli" :-)