giovedì 13 dicembre 2007

se la cultura resta senza casa…uscita di emergenza

Un pò di citazioni di una serata con i fiocchi...se solo fosse stato più freddo...

(L'ordine dei post non è corretto...L'intervento del Maestro Vinicio Capossela su "Vinicio...Buenaventura")

Vinicio Capossela, Marco Paolini, Mario Brunello e Tolo Marton sullo stesso palco per il Buenaventura. Succederà venerdì prossimo, 7 dicembre, all'ex Foro Boario a Castelfranco Veneto. Un modo per festeggiare gli otto anni di attività del noto circolo culturale castellano e la fine della sua permanenza nella storica sede di via Circonvallazione.
Un evento per il quale sono state invitate personalità che negli anni hanno sono state vicine al Buenaventura. A partire dal geniale cantautore Vinicio Capossela, che al circolo, dov'è stato ospite più volte, ha persino dedicato il suo ultimo album. Poi Marco Paolini, che porterà il suo saluto, il musicista Mario Brunello, il bluesman Tolo Marton e dopo ci saranno anche videointerventi e saluti scritti dei giornalisti Marco Travaglio e Peter Gomez, oltre che dell'onorevole Tina Anselmi.
Una vera e propria maratona culturale, dato che quelli citati non sono che alcuni degli ospiti; inizierà alle 18 e proseguirà per tutta la serata. L'evento è stato intitolato "Uscita di Emergenza". "...A un certo punto, dopo tanti tentativi, non resta che prendere l'uscita di emergenza", recita lo slogan dell'iniziativa. Spiega Alessandro Fraccaro, uno degli organizzatori: "L'uscita di emergenza ci è sembrata l'immagine adatta per definire il Buena di oggi come quello di ieri: l'incertezza di lasciare una sede senza sicurezza di sistemazione futura, ma anche la soddisfazione di aver rappresentato una delle poche vie d'uscita da un panorama culturale ricco di domande ma povero di risposte. Se è vero che la libertà è costruirsi un'alternativa, siamo contenti di aver contribuito a mantenere viva una piccola libertà".

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In 2000 eravamo al grande saluto del buena. In duemila che mi hanno fatto ritrovare quel veneto impegnato, underground, profondo e appassionato che avevo scoperto ed amato negli anni dell’università grazie ad amici padovani, vicentini, trevigiani musicisti, poeti, filosofi e che ultimamente faticavo a ritrovare tra le vetrine luccicanti di Castelfranco.
Un veneto che non si accontenta degli schei ma che ascolta e sogna. Un veneto che non esclude, che non si arrampica su stereotipi di destra o di sinistra ma che si sforza di capire ciò che si muove sulla sua terra. Ed è un peccato che un veneto così non trovi un posto dove potersi esprimere e che sia costretto a cercare una “uscita di emergenza”. Il buenaventura infatti dal 31 dicembre non avrà più una casa.
Era questo quello che si voleva manifestare con la serata di venerdi. una bella serata, tra la grinta di tolo marton, la dolcezza di Brunello, le storie sussurrate di Vinicio Capossela e le voci di molti altri amici (tra cui una splendida donna, di cui non ho afferrato il nome che ha sognato jazz, trasformando per alcuni momenti il tendone in parigi…). Tolo Marton, più sciolto che mai. Poi Paolini. Paolini un pò arrabbiato, e in modo giusto. Arrabbiato non solo per la sorte del buena, ma anche con chi era li e parlava sopra le note di Brunello. Sopra le parole di Vinicio. E si parlava addosso. Vero. Ce lo ha detto chiaro e tondo. Che non basta esserci. Che non è sufficente presenziare. Si inizia da noi, da ogni singolo gesto, dall’avere il rispetto di ascoltare chi sta suonando sottovoce, chi sta sussurrando piano. E' da lì che inizia ogni vero cambiamento, dalla attenzione portata in ogni momento. Concludo come ha concluso lui: dobbiamo pretendere da noi sempre qualcosa di più di quello che possiamo fare. Silenzio.

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