venerdì 5 ottobre 2007

Harambée


Lo scorso fine settimana altra nuova esperienza all'Harambée. Questo è un pò quello che è successo:

Sabato 29 settembre, a partire dalle ore 15,00, e domenica 30 settembre dalle ore 9,00, a Colle Don Bosco in provincia di Asti, dove Don Bosco è nato nel 1815, ha avuto luogo la 18ª edizione dell’Harambée, l’incontro più significativo dell’Animazione Missionaria Salesiana Italiana per condividere le esperienze di coloro che hanno passato un mese nei Paesi Poveri presso le missioni salesiane. Tema di quest’anno “Pianeta Giovani, terra di missione”.
Un appuntamento carico di forti emozioni, nel corso del quale gli oltre 300 partecipanti alle esperienze di formazione missionaria hanno raccontato la vita dei giovani nei Paesi Poveri e l’importanza di comprendere che la scelta di un progetto di vita, serio e definitivo, è indispensabile. Condivisione di esperienze in un appuntamento dal nome significativo: Harambée in lingua swahili significa infatti “lavorare insieme”, “incontro”, “raduno festoso”.
Questi giovani, per un mese, sostenendo personalmente tutte le spese, condividono la dedizione dei Salesiani verso i giovani, incontrano altre culture, analizzano insieme alcune delle possibili cause della povertà e contribuiscono a definire nuovi progetti di sviluppo.
Nella serata di sabato, alle 21.30, la fiaccolata e la recita del rosario con la partecipazione straordinaria di Padre Gulherme Basanes, Ispettore Salesiano dell’Angola e di Mons. Flavio Giovenale, Vescovo Salesiano di Abaetetuba (Brasile). Domenica, alle ore 9, appuntamento presso il teatro di Valdocco per l’incontro con il Rettor Maggiore Don Pascual Chavez, che ha illustrato il tema “Pianeta Giovani, terra di missioni” e, alle ore 12, presiedendo l’Eucarestia nella Basilica di Maria Ausiliatrice, ha ripetuto un gesto di Don Bosco, consegnando il crocifisso e il mandato missionario ad alcuni Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice, provenienti da tutto il mondo, in partenza per le missioni ed ai laici che presteranno servizio per due anni come volontari internazionali.
La due giorni si è arricchita del contributo di Massimo Zortea, Presidente del VIS, che ha presentato i volontari della ONG in partenza e di Don Ferdinando Colombo, Animatore Missionario Nazionale, che ha guidato tutta la manifestazione.

Per quanto riguarda noi, i partecipanti erano un pò pochi. Due della Russia, due della Moldavia (tra cui il nostro accompagnatore), una della Bolivia altri tre che non sono andati da nessuna parte ed io, Brasile.
Le vere sorprese sono state sabato.
La prima quando don Filippo mi ha detto che avrei dovuto essere "animatore" per i lavori di gruppo. In relatà poi eravamo almeno due animatori per gruppo e il gruppo era composto tutto da gente di diverse regioni. Devo dire che l'altra animatrice del mio gruppo era molto molto brava. Si ricordava tutto ed era molto simpatica.
Mi ha colpito molto la testionianza di una ragazza che, alle porte di casa sua ha portato avanti per un anno e mezzo un progetto in un condominio in cui abitavano 18 etnie diverse, che di base non avrebbero potuto convivere per usi e costumi differenti. Così, con l'aiuto di psicologi, e attraverso incontri idividuali con i "capi" delle varie etnie sono riusciti a portare la situazione ad un punto almeno vivibile. Le mogli degli uomini di questo palazzo non potevano nemmeno uscire di casa, probabilmente per loro cultura, ma anche per evitare scontri. Gli incontri, così ci ha raccontato, si sono svolti prima individualmente con gli uomini, per ogni etnia. Altrimenti non sarebbe venuta un altra! Poi con le donne. Alla fine, tra una tensione e l'altra hanno trovato la chiave giusta ed ora vivono un pò più in pace e in modo civile.
Purtroppo il tempo per i lavori di gruppo è stato limitato a causa delle testimonianze precedenti. Peccato perchè è sempre un fondamentale punto di confronto e conoscenza.
La seconda durante le testimonianze dei vari gruppi. In teoria ogni ispettoria avrebbe dovuto presentare una esperienza, visto ceh queste erano tantissime ed il tempo limitato. Quindi l'incombenza è toccata ai rappresentanti del gruppo Russia, che erano in maggioranza. In realtà tuttti i gruppi hanno voluto presentare le esperienze...E così anche io la mia, solo rappresentante del gruppo Brasile...di fronte ad oltre 250 persone...Senza aver preparato nulla...Aiutooo!!! Per fortuna ci hanno chiamati per ultimi ed ho avuto qualche minuto per pensare. Alla fine tutto bene, dopo che qualcuno si è incantato di fronte alle foto :-), io ho detto le mie cose (e non pensavo di ricordarmele "tutte e due") e la Carla ha veramente concluso alla grande con un'immagine della Bolivia.

Il resto dell' "incontro festoso" si è svolto tra canti, balli e giochi, nonchè momenti di preghiera su un colle alquanto suggestivo...Chissà se l'anno prossimo sarò lì per raccontare una nuova esperienza...

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