mercoledì 24 ottobre 2007

Incontro "brasiliano".

Il week-end scorso grande ritrovo per il gruppo Brasile!L'occasione ha unito l'utile al dilettevole. Il tutto pensato dalla grande mente di Padre Franco che ci ha riuniti quasi tutti per portare la nostra testimonianza sulla missione in Brasile agli alunni di alcune classi dell'istituto dove vive e insegna, a Pordenone.


La cronaca: arrivo verso le 830 di venerdi sera e subito cena dai simpaticissimi Marta e Giuseppe che ci hanno incuriosito e fatto ridere con le loro storie e le loro battute. E non dimentichiamoci dell'ottima cena.

La notte l'abbiamo passata all'istituto.
Il giorno dopo alle 755 abbiamo dato il "buongiorno" ad un esercito di ragazzini delle medie raccontando loro le nostre avventure e mostrando qualche foto. Nonchè il filmato della capoeira fatta dai bambini dell'oratorio Palmiteira che la Vale aveva portato!Poi abbiamo incontrato altre 3 classi singolarmente e, dopo le prime difficolatà nel dover collaudare il discorso, ci siamo accorti che ormai la mattinata era finita!!! Ormai eravamo lanciati vero?!

A parte una classe un pò più rumorosa, le altre si sono dimostrate anche interessate e qualcuno ha anche fatto delle domande quasi a far intendere che vorrebbe provare anche lui questo genere di esperienze.

E per concludere ottimo pranzetto all'istituto dove abbiamo avuto il piacere di conoscere, tra gli altri, un missionario che da 59 anni si trova in India. E, seppur solo per dieci minuti, ci ha veramente incuriosito. A pensare che quando lui arrivò lì per la prima volta c'erano trecento milioni di persone ed ora sono un miliardo e duecento milioni...E la sua avventura con una lunga malattia guarita immediatamente dopo la morte di Madre Tesresa di Calcutta, da lui conosciuta. E i problemi sociali e...sarebbe da avere qualche ora per stare ad ascoltarlo! Alla fine si vive comunque, ci diceva...


martedì 23 ottobre 2007

Dove...?


Direttamente da un cd di 11 anni fa...Bè un pò negativa ma bella la domanda che si fa.

Where Does Love Go When It Dies
(Def Leppard)

Could you ever steal a prayer to deny your God
Could you ever buy your love and not count the cost
Could you ever take a life when all was lost And would it ever be enough

Could you bite the hand that feeds you and then ask for more
Could you kiss the wound that bleeds spit it on the floor
Could you open up your heart then close the door And would it ever be enough

Every word you whisper
All the tears you hide
You die for love when it's alive
But where does love go when it dies

If you came across your dream would you walk on by
Hold a candle to the wind and just let it die
And is there room inside your mind for one more try
And would it ever be enough

I watch the time go rushing by it's like an ocean wave
Showing you no mercy throwing dirt upon your grave
You're drowning in the darkness and you're blinded by the light
And there ain't no prayer that's gonna save you now

If you woke up from your sleep blood on your hands
Would you wash the pain away no one understands
There must be someone out there who can help you breathe again
And would it ever be enough

Every word you whisper
All the tears you hide
You die for love when it's alive
But where does love go when it dies

mercoledì 10 ottobre 2007

...

La vita di una persona consiste in un insieme di avvenimenti di cui l'ultimo potrebbe anche cambiare il senso di tutto l'insieme.
(I. Calvino)

...


Nostalgia e fissazione. Il bene e il male dell'anima.

venerdì 5 ottobre 2007

Harambée


Lo scorso fine settimana altra nuova esperienza all'Harambée. Questo è un pò quello che è successo:

Sabato 29 settembre, a partire dalle ore 15,00, e domenica 30 settembre dalle ore 9,00, a Colle Don Bosco in provincia di Asti, dove Don Bosco è nato nel 1815, ha avuto luogo la 18ª edizione dell’Harambée, l’incontro più significativo dell’Animazione Missionaria Salesiana Italiana per condividere le esperienze di coloro che hanno passato un mese nei Paesi Poveri presso le missioni salesiane. Tema di quest’anno “Pianeta Giovani, terra di missione”.
Un appuntamento carico di forti emozioni, nel corso del quale gli oltre 300 partecipanti alle esperienze di formazione missionaria hanno raccontato la vita dei giovani nei Paesi Poveri e l’importanza di comprendere che la scelta di un progetto di vita, serio e definitivo, è indispensabile. Condivisione di esperienze in un appuntamento dal nome significativo: Harambée in lingua swahili significa infatti “lavorare insieme”, “incontro”, “raduno festoso”.
Questi giovani, per un mese, sostenendo personalmente tutte le spese, condividono la dedizione dei Salesiani verso i giovani, incontrano altre culture, analizzano insieme alcune delle possibili cause della povertà e contribuiscono a definire nuovi progetti di sviluppo.
Nella serata di sabato, alle 21.30, la fiaccolata e la recita del rosario con la partecipazione straordinaria di Padre Gulherme Basanes, Ispettore Salesiano dell’Angola e di Mons. Flavio Giovenale, Vescovo Salesiano di Abaetetuba (Brasile). Domenica, alle ore 9, appuntamento presso il teatro di Valdocco per l’incontro con il Rettor Maggiore Don Pascual Chavez, che ha illustrato il tema “Pianeta Giovani, terra di missioni” e, alle ore 12, presiedendo l’Eucarestia nella Basilica di Maria Ausiliatrice, ha ripetuto un gesto di Don Bosco, consegnando il crocifisso e il mandato missionario ad alcuni Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice, provenienti da tutto il mondo, in partenza per le missioni ed ai laici che presteranno servizio per due anni come volontari internazionali.
La due giorni si è arricchita del contributo di Massimo Zortea, Presidente del VIS, che ha presentato i volontari della ONG in partenza e di Don Ferdinando Colombo, Animatore Missionario Nazionale, che ha guidato tutta la manifestazione.

Per quanto riguarda noi, i partecipanti erano un pò pochi. Due della Russia, due della Moldavia (tra cui il nostro accompagnatore), una della Bolivia altri tre che non sono andati da nessuna parte ed io, Brasile.
Le vere sorprese sono state sabato.
La prima quando don Filippo mi ha detto che avrei dovuto essere "animatore" per i lavori di gruppo. In relatà poi eravamo almeno due animatori per gruppo e il gruppo era composto tutto da gente di diverse regioni. Devo dire che l'altra animatrice del mio gruppo era molto molto brava. Si ricordava tutto ed era molto simpatica.
Mi ha colpito molto la testionianza di una ragazza che, alle porte di casa sua ha portato avanti per un anno e mezzo un progetto in un condominio in cui abitavano 18 etnie diverse, che di base non avrebbero potuto convivere per usi e costumi differenti. Così, con l'aiuto di psicologi, e attraverso incontri idividuali con i "capi" delle varie etnie sono riusciti a portare la situazione ad un punto almeno vivibile. Le mogli degli uomini di questo palazzo non potevano nemmeno uscire di casa, probabilmente per loro cultura, ma anche per evitare scontri. Gli incontri, così ci ha raccontato, si sono svolti prima individualmente con gli uomini, per ogni etnia. Altrimenti non sarebbe venuta un altra! Poi con le donne. Alla fine, tra una tensione e l'altra hanno trovato la chiave giusta ed ora vivono un pò più in pace e in modo civile.
Purtroppo il tempo per i lavori di gruppo è stato limitato a causa delle testimonianze precedenti. Peccato perchè è sempre un fondamentale punto di confronto e conoscenza.
La seconda durante le testimonianze dei vari gruppi. In teoria ogni ispettoria avrebbe dovuto presentare una esperienza, visto ceh queste erano tantissime ed il tempo limitato. Quindi l'incombenza è toccata ai rappresentanti del gruppo Russia, che erano in maggioranza. In realtà tuttti i gruppi hanno voluto presentare le esperienze...E così anche io la mia, solo rappresentante del gruppo Brasile...di fronte ad oltre 250 persone...Senza aver preparato nulla...Aiutooo!!! Per fortuna ci hanno chiamati per ultimi ed ho avuto qualche minuto per pensare. Alla fine tutto bene, dopo che qualcuno si è incantato di fronte alle foto :-), io ho detto le mie cose (e non pensavo di ricordarmele "tutte e due") e la Carla ha veramente concluso alla grande con un'immagine della Bolivia.

Il resto dell' "incontro festoso" si è svolto tra canti, balli e giochi, nonchè momenti di preghiera su un colle alquanto suggestivo...Chissà se l'anno prossimo sarò lì per raccontare una nuova esperienza...