Jesolo (Venezia), 23 set. (Apcom) - Il Parlamento italiano, con una media di un pregiudicato ogni 10 parlamentari, "spaventa perfino il Bronx, dove di pregiudicati ce n'è solo uno su 15". E, cosa ancora più grave, "alla gente coraggiosa e onesta come i poliziotti danno 1.200 euro al mese, da fame, per scortare un pregiudicato a rischio della propria vita". Beppe Grillo non si placa e da Jesolo, dove ha portato in scena il suo 'Reset', continua a dire "basta" al sistema, al ceto, alla classe politica italiana. Lo spettacolo si apre con il filmato dell'editoriale del direttore del Tg2, Mauro Mazza, che ha pronunciato dure parole contro Grillo definito 'un maghetto cattivo'. "Stava delirando. Meno male che moi avevano espulso dalla Rai visto che ormai sono sul Tg1, sul Tg2 e sul Tg3 come non riuscirebbe a fare neanche Padre Pio".Grillo ha sparato contro il giornalismo e i giornalisti che "da una settimana scavano nella mia vita per portare in tv aneddoti per screditarmi, che mi definiscono la nuova destra che avanza mentre quello psico-nano di Berlusconi sta nascosto e si chiede come ho fatto a fare tutto questo casino senza avere giornali e televisioni".
Non piacciono a Grillo le accuse lanciate da chi lo taccia di essere un terrorista, uno che "si deve vergognare: lo dice Casini sul Corriere della sera, proprio lui - ha detto il comico - che fa il genero di Caltagirone di professione, nel cui partito c'era Mele e che va al Family day con due famiglie".
Il 'Grillo nazionale' ne ha per tutti: contro "il valium Romano Prodi che ha l'encefalite letargica, non è mica come Sircana che è un curioso - aggiunge - e sappiamo tutti bene dove va", poi contro Mastella che "è un caso umano, una istigazione alla satira". Ribatte anche al presidente della Repubblica che "ha raccomandato che certe cose vanno fatte nell'alveo costituzionale quando io sono uno dei più grandi alveoli costituzionali d'Italia". Poi, capitano a tiro Walter Veltroni che "è un topo Gigio alla guida di un Partito democratico nato morto", Vincenzo Visco che "è stato condannato per abuso edilizio. Una piccolezza, ma se uno fa il ministro deve essere trasparente e migliore delle persone che rappresenta. Tra l'altro, aspetto ancora che ci dica dove sono finiti i 98 milioni di euro che mancano derivanti dagli appalti sulle concessioni dei macchinari per i giochi d'azzardo. Pari a 4 Finanziarie mentre lui ci rompe i c... con 4 miliardi di tesoretto".
A sorpresa, parole di "quasi pietà" arrivano per Cesare Previti, l'unico depennato dalla lista dei 25 parlamentari condannati in via definitiva e ancora seduti sugli scranni di Montecitorio: "Previti mi fa pena - ha detto Grillo - perché ha detto in Commissione parlamentare quando è andato a dimettersi che è stato mandato via dal Parlamento da due persone: io e Marco Travaglio". Frecciate per Cofferati che "se la prende con i lavavetri quando i primi che sono abusivi sono i parlamentari e a togliere di mezzo gli abusivi bisogna iniziare dalla testa", e naturalmente per Berlusconi "lo psico-nano che ancora pensa a quando si andrà al voto. Lo hanno fotografato in Sardegna con quattro veline nella sua villa, ma non hanno capito che erano solo quattro badanti che lo portavano a pisciare".
Va male anche per il ministro delle Telecomunicazioni, Paolo Gentiloni che "dice di essere nato vecchio e che ora si sente giovane ma è nato solo str.. e rimane str..", e per tutti quelli che siedono in Senato dove "entri e da un lato c'è l'oncologico, dall'altro il reparto prostata, la Montalcini col catetere e Andreotti che lo scortichi via con un legnetto come fai con una forma di Grana". Non risparmia neppure Papa Ratzinger, Grillo e gli scappa: "Non voglio parlare male del Papa che ormai è un amministratore delegato tedesco che gestisce due milioni di lavoratori in nero".
Gli ultimi due a essere bersagliati dalle frecciate del comico genovese sono Marco Tronchetti Provera che "se ne è andato in barca lasciando due società nella m.., Telecom e Pirelli. Non voglio mandarlo in galera - ha spiegato - voglio andarlo a prendere". Poi, Umberto Veronesi che "su tutti i giornali parla del nucleare sicuro: quando un figo scienziato quotato in Borsa vuole farmi venire un cancro per curarmi con i farmaci della sua società allora qualcosa non funziona".
Gli ultimi due a essere bersagliati dalle frecciate del comico genovese sono Marco Tronchetti Provera che "se ne è andato in barca lasciando due società nella m.., Telecom e Pirelli. Non voglio mandarlo in galera - ha spiegato - voglio andarlo a prendere". Poi, Umberto Veronesi che "su tutti i giornali parla del nucleare sicuro: quando un figo scienziato quotato in Borsa vuole farmi venire un cancro per curarmi con i farmaci della sua società allora qualcosa non funziona".

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